Scambio di e-mail

(di V.)

Betty ci sei? Perché non mi rispondi al cellulare? Ho provato duecento volte e risulta spento, ti ho mandato anche due sms. Ho provato anche a casa ma tua mamma mi ha detto che eri fuori. Ti prego Betty chiamami! Sono disperata!  E’ tutto peggio, molto peggio di quello che mi aspettavo!  Mamma stamattina è andata a parlare con quella stronza della Baracco e questa cretina le ha detto che se vado avanti così non sarò ammessa alla maturità!!! Ma si può essere più deficienti? So anche io che quest’anno non mi sto ancora impegnando molto ma non sono mai stata bocciata, che senso ha andare a dire una cosa del genere? Quando sono arrivata a casa mamma era furiosa. Te l’avevo detto stamattina quando l’ho vista nei corridoi della scuola che per me tirava aria di sculacciate ma invece sarà peggio, molto peggio! Mamma aveva già telefonato a mio padre in ufficio e il risultato è stato che si aspetta il suo ritorno stasera e per me ci sarà la cintura! Sono rimasta senza fiato Betty! Ho provato a discutere con mamma ma non mi ha neppure voluto dare retta. Mi ha fatto mangiare in fretta e furia e poi mi ha subito portata in camera mia dove dovrò attendere tutto il pomeriggio uscendo solo per andare in bagno dato che mi ha chiusa dentro e devo chiamarla se ho bisogno. Già non capisco le sculacciate Betty ma la cintura! Non le ho mai prese con la cintura, mio padre non mi ha mai neppure sculacciata anche se naturalmente approva tutto ciò che mamma fa e dice. Ma se le sculacciate della mamma già bruciano così tanto e mi fanno tanta paura cosa sarà con la cintura? Tremo già adesso Betty. In casa c’è un gran silenzio, mamma ha detto di studiare ma come faccio con l’ansia che ho addosso? Ti prego Betty, fatti viva! Rispondimi! Aiutami!

Betty, sono le quattro del pomeriggio , ti ho scritto alle due e ancora non mi hai risposto. Ma dove sei? Non reggo questa tensione, questa attesa! Poco fa sono scoppiata in un pianto dirotto per la tensione e mamma è entrata in camera. Mi ha fatta sedere sul letto e mi ha confortata un po’. Non riuscivo a smettere di singhiozzare. Lei dice che è tutta colpa mia, che ero stata avvisata (ma quando?) e che me le merito assolutamente. Dice che non morirò…bella forza! Ho tanta paura Betty, e mi vergogno già adesso. Ogni tanto penso che sarebbe meglio prenderle subito poi dopo penso che forse si commuoveranno e mi lasceranno stare o al massimo, pensa te dove sono arrivata, sarò sculacciata con la mano dalla mamma come altre volte. Ora mamma è tornata di là e sono di nuovo chiusa dentro. Ti prego rispondimi!

Ciao Nicoletta, ho il telefono in tilt e forse dovrò cambiarlo. Adesso sono arrivata a casa e leggo la posta. Che orribili notizie che mi dai. Certo la profe Baracco è una grandissima stronza! Davvero non so cosa pensare davanti a una cosa così e ti sono vicina. Non voglio spaventarti ma…credo sarà una cosa brutta davvero per quello che ne so. Ma tu sei forte e ce la farai. E’ molto difficile per me parlare di certe cose ma spero riuscirai a convincere i tuoi genitori . Però ho paura che sarà difficile. Ti dò un consiglio, se hai ancora su la gonna di stamattina in classe cambiatela con i pantaloni più spessi che hai, magari dei jeans belli robusti. Tieni su le collant però! Se per caso, come spero per te, ti cinghieranno sui pantaloni almeno sarai un po’ coperta e i colpi attutiti. Ti prego fammi sapere, sono vicina a te. TVB

Betty grazie! Mi sono subito cambiata appena ti ho letto. Cambia sto telefono eh. Io cerco di farmi forza. Mamma mi ha portato del tè coi biscotti ma aveva la faccia dura…speriamo bene. Ti faccio sapere. TVB

Betty ci siamo, è arrivato papà, lo sento di là. Pauraaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa.

Coraggio Nicoletta!

Betty è stato tremendo! Sono a pezzi e non so da che parte incominciare. Sono stesa pancia sotto sul letto con il pc sul cuscino col sedere fuori e vedessi di che colore è diventato…Non ho più lacrime e mi fa un male cane, non lo posso toccare. Sento dentro umiliazione e rabbia ma anche un po’ di colpevolezza per essere arrivata a questo punto. Ho addosso una stanchezza mortale ma dubito che riuscirò a chiudere occhio. Provo a raccontarti cosa è successo dall’inizio. Mamma e papà sono entrati in camera mia senza dire nemmeno una parola e hanno chiuso a chiave dall’interno come se potessi scappare. Io ero seduta sul letto e mamma mi ha presa per le braccia facendomi alzare, papà aveva in mano una cintura nera larga che ha posato sulla sedia e ha sgomberato il mio tavolo dai miei libri e dalle mie cose. Mamma mi ci ha spinta sopra col busto facendomici piegare in avanti, avevo il sedere sul bordo. Come consigliato da te mi ero messa un paio di vecchi jeans azzurri stinti spessi e li sentivo tirare nella posizione in cui ero costretta da mamma che mi premeva. E’ stato a questo punto che è iniziata la predica dei miei genitori e ti lascio immaginare cosa è stato ascoltarla e a volte dover pure rispondere stando lì in quel modo.  Non so quanto è durata la predica ma certamente è stata lunga e avevo nello stesso tempo speranza e paura che finisse presto.  Quando hanno smesso di sgridarmi la mamma mi ha infilato le mani sotto la pancia e allora ho capito. Betty non sono stata coraggiosa! Ho cercato di sollevarmi e sono stata risbattuta giù. Ho implorato ho cercato di divincolarmi ma mamma mi ha sbottonato i jeans e me li ha abbassati giù giù oltre le ginocchia.  Poi mi ha tirato giù insieme collant e mutandine nonostante cercassi di impedirglielo e la supplicassi, quelli però li ha letteralmente arrotolati appena sotto la curva delle natiche. Con la coda dell’occhio ho visto papà prendere la cintura e piegarla in due. Ho chiuso gli occhi. La prima cinghiata l’ho presa abbastanza alta sul sedere , un male da restare senza fiato Betty!  Con le sculacciate cerco di resistere di solito e comincio a piangere fra le 10 e le 20, qui alla seconda cinghiata ero in un mare di lacrime, è arrivata poco sopra il rotolo di mutande e collant.  Papà ha continuato, lentamente, aspettava che dopo ogni colpo smettessi di contorcermi dal dolore per quello che mi consentiva la presa della mamma.  Il bruciore mi penetrava nella testa, le gambe mi cedevano dopo i colpi, mamma mi sospingeva però sul tavolo. Ho urlato a squarciagola anche se mi mancava il fiato pressata com’ero sul tavolo. Non so quante cinghiate ho preso Betty, ho perso presto il conto travolta dal bruciore. Credo, immagino fra le 20 e le 30. Ricordo solo che a un certo punto la mamma si è piegata verso il mio orecchio destro e mi ha sussurrato qualcosa, una sorta di incoraggiamento che non ricordo nemmeno. Alla fine ha mollato la presa , io sono scivolata giù dal tavolo in ginocchio sul pavimento piangendo. Papà credo sia andato via subito, lui e quella stramaledetta cintura. Mamma mi ha aiutata a sollevarmi e a stendermi sul letto e ha preso dal mio comodino una crema per le mani e me l’ha passata sulle natiche. Io piangevo ancora come una matta sai?  Poi mi ha detto che era meglio mi mettessi il pigiama e mi ha aiutato a farlo e mi ha detto che mi porterà la cena in camera. Poi è andata via. Ho il sedere tutto segnato Betty, violaceo in più punti dove la cintura è arrivata più spesso.  E mi vergogno di quello che è successo, certo cercherò di studiare adesso, questa cosa non deve ripetersi!  E poi domani a scuola come farò???  Scrivimi se puoi. La tua povera amica Nicoletta.