Strega ti Sculaccio

(di Signor Sculaccioni)

Quella sera di halloween erano stati invitati tutti per assistere ad un gioco speciale.
Al Manolesta c’erano sempre delle serate a tema interessanti, anche vietate ai minori, e il “presentatore” di queste serate, Fabio, era un grande intrattenitore.
Gli invitati erano travestiti ovviamente da mostri, streghe e esseri spaventosi, e le luci stroboscopiche aumentavano l’atmosfera d’orrore.
Poi le luci e la musica si spensero tutto d’un colpo, lasciando il locale nell’oscurità e nel silenzio più totali, poi una risata spettrale rimbombò nelle casse spaventando i numerosi presenti.
Poi si accesero alcune luci verdi, che permettevano di vedere ma non benissimo.
« Ahahah, benvenuti a tutti, questa è la sera di Halloween e abbiamo in mente un gioco molto speciale per tutti voi! » fece la voce maliziosa.
I presenti ridacchiarono, alcuni presero a scambiarsi battute sconce.
« Per coloro che si sono prenotati per il gioco, vi abbiamo chiesto di venire in costume, ma di portare abiti e biancheria diciamo, un po’ osé … l’avete fatto? ».
Tutti risposero sì in coro.
« Bravi, anche se non vi sarà risparmiato nulla! Il gioco di stasera si chiama “Strega ti sculaccio!”, qualcuno di voi lo conosce? ».
Una vestita da strega e due omoni dalle vesti insanguinate alzarono la mano.
« Bene, per tutti gli altri il gioco è questo: sarete divisi in due gruppi, le “streghe” e “vittime”. Il gruppo al quale appartenete vi è stato scritto nell’invito. Quando farò partire la musica, le vittime dovranno iniziare a correre per il palco, senza superare la linea rossa, pena l’eliminazione. Le streghe dovranno inseguirle e “colpirle” sul fondoschiena, chiaramente senza fare male. Quando la musica si fermerà, le vittime colpite alzeranno la mano e a quel punto saranno sculacciate dalla strega che le ha colpite. Tutto chiaro? ».
Tutti fecero sì, poi furono accese delle luci direttamente sul palco, che si sgomberò parecchio, finché non rimasero solo quattordici persone mascherate, mentre gli altri si misero attorno come pubblico.
« Bene, alzino la mano le streghe, per favore » fece il presentatore, che intanto si era mostrato, vestito da metallaro anni ’70, il volto pitturato di bianco e i capelli tutti indietro.
I due omoni, la strega e una signora sui sessant’anni abbondanti alzarono la mano.
« Ah, diamo il benvenuto a Stefano e Massimo, nostri ospiti da lungo tempo, e a Lady Malena, la nostra strega più “sculacciosa”! Lei, signora, da cosa è vestita? ».
Tutti risero, ma si zittirono subito appena la donna fulminò il pubblico con lo sguardo.
« Sono vestita dall’incubo di tantissime persone, l’insegnante! » rispose lei mantenendo il suo cipiglio severo.
« Ah, bene, prof … cioè, volevo dire, signora … siamo molto lieti di averla qui » disse Fabio imbarazzato e portandosi le mani sul fondoschiena come per proteggerlo.
« Allora, le regole sono chiare? Pronti, partenza, via! ».
Il presentatore fece un cenno con la mano e una musica elettronica prese a rimbombare per il locale, mentre la normale illuminazione fu sostituita da luci stroboscopiche.
Le vittime cominciarono a correre mentre le streghe si presero un po’ più di tempo, poi presero a correre pure loro, facendo volare sculaccioni a destra e a manca.
Dopo qualche secondo, la musica si interruppe e la luce si riaccese sul palco.
« Dunque, chi è stato sculacciato a questo giro, care vittime? » chiese Fabio.
Tutti erano un po’ imbarazzati, poi su invito della signora vestita da insegnante, due donne sui quarant’anni alzarono la mano, entrambe vestite da zucche.
Incoraggiato, anche un ragazzo dai capelli corti truccato come Frankenstein si fece avanti.
« Oh, prima le signore! Chi siete, come vi chiamate? ».
« Siamo Giovanna e Alessandra » rispose una delle due, riccia e rossa di capelli.
« Siamo venute qui per curiosità, non avevamo mai fatto queste cose » continuò l’altra moretta e un po’ più bassa, il volto arrossito.
« Beh, siamo contenti di avervi qui! E come mai l’insegnante vi ha colpite? Siete state birichine? ».
« No, io Alessandra si è avvicinata per caso, lei l’ha sculacciata e io mi sono fatta colpire apposta per solidarietà » rispose Giovanna ridendo.
L’insegnante le guardò entrambe severa ma anche divertita.
« Invece i maschietti che hanno da dire? » fece il presentatore rivolto ai due omoni.
« Abbiamo adocchiato questo bell’esemplare appena siamo entrati nel locale. Abbiamo mirato subito a lui » rispose Massimo, che era basso e tarchiato.
Stefano, più alto e barbuto di lui, annuì silenzioso.
« E tu, invece, che ci dici? Come ti chiami? » chiese poi Fabio alla vittima, che sorrideva coi suoi denti bianchissimi tenendosi il sedere con entrambe le mani.
« Beh, sono Franco e, che dire … mi sono fatto acchiappare! » commentò lui ridendo, accompagnato dalla risate dei presenti.
« Bene, allora passiamo alla seconda fase. Cominceremo con Giovanna, Alessandra e la Prof. Le signorine riceveranno a testa dieci sculacciate con mano, per ora con i loro costumi da zucche addosso … a Franco toccheranno cinque sculacciate da Stefano e cinque da Massimo, ma chiedo ai due stregoni di agire singolarmente per il prossimo giro! Prima le signore! ».
Rosse in viso, Alessandra e Giovanna si misero al centro del palco e si piegarono leggermente, esibendo due sederi voluminosi e rotondi, coperti da gonnelline arancioni e calze a rete.
La Prof si pose di fianco alla prima, la mano già serrata come una pagaia, poi la sollevò e mollò il primo sculaccione.
CIAFF!
« Ahi! » strillò Alessandra.
La signora rise perfida, poi si allungò fino a Giovanna, le accarezzò il sedere e CIAFF!
Anche Giovanna strillò, poi rise divertita e ancheggiò sensuale.
Stizzita dal gesto, la Prof la sculacciò tre volte di fila, CIAFFCIAFFCIAFF, poi riservò lo stesso trattamento ad Alessandra.
« Eh si, le bimbe sporcaccione meritano le sculacciate » commentò il presentatore.
La prof lo ignorò e continuò la sua punizione, aumentando d’intensità i ceffoni, che riverberavano nel locale come frustate. Una volta finito, le due si rimisero dritte, le mani che massaggiavano le rotondità doloranti, e fecero un cenno di ringraziamento.
« Ora è il turno di FrankenFranco e dei due stregoni! Andateci piano, ragazzi! ».
I due omoni ridacchiarono, poi Stefano prese Franco d’improvviso per la vita, lo sollevò e gli diede i suoi cinque sculaccioni tutti d’un colpo.
CIAFFCIAFFCIAFFCIAFFCIAFF!!
« Ahii, ahi, ahi! Ahi! Ahiii! » strillò quello sorpreso.
Non fece in tempo a riprendersi che anche Massimo lo prese, stavolta per il braccio, se lo portò vicino, e gli diede cinque sculacciate lente ma potenti, alternando destra, sinistra, destra, sinistra e centro.
Una volta finito gli massaggiò lui stesso il sedere con fare paterno.
« Hem, scusa Franco, so che sarebbe contro il regolamento, ma credo che tutto il pubblico sarebbe curioso di vedere il tuo didietro adesso! Nudo, intendo … » fece Fabio malizioso.
Un po’ dolorante, Franco di abbassò i pantaloni consumati e mostrò un bel paio di chiappe vermiglie.
« Oh, uno splendido lavoro, ragazzi! Franco, fossi in te non mi farei riacchiappare ».
Franco annuì tirandosi su i pantaloni, e Massimo ne approfittò per dargli una ulteriore pacca sul sedere.
« Bene, pronti per il secondo giro? E viaa! ».
La musica ripartì da dove si era interrotta prima e le vittime cominciarono a correre in cerchio.
Le streghe stettero quasi immobili, ogni tanto era udibile qualche CIAFF.
Poi tornò il silenzio.
« Dunque, dunque, chi è stato sculacciato stavolta? » chiese Fabio.
Franco rialzò la mano e lo imitarono un ragazzo e una ragazza dalla pelle olivastra, travestiti da zombie.
« Ah Franco, ti sei fatto beccare di nuovo? Siete stati voi due, sporcaccioni? >> fece divertito rivolto ai due omoni, che però fecero di no con la testa.
« Sono stata io! » disse la Prof severamente.
« Prof, e come mai? » chiese stupito il presentatore, seguito dalle risa del pubblico.
« Mi è sembrato troppo sfacciato a denudarsi così davanti a tutti » rispose lei lanciando un’occhiata severa al ragazzo.
« Ahi ahi, Franco, prevedo guai … invece voi due, presentatevi! » esclamò rivolto alla coppia.
« Siamo Lisa e Fernando, siamo qui perché ogni tanto ci piace prenderci a pacche sul sedere, e volevamo condividere un po’ questa passione » rispose la ragazza.
« E immagino che a colpirvi sia stata la nostra Lady Malena, giusto? » fece rivolto alla “strega”.
« Immagini bene, caro Fabio! Mi hanno colpito subito i loro sederi, non vedevo l’ora di sculacciarli per bene! ».
« E  credo succederà prestissimo! Bene, direi di iniziare proprio da voi, a lei Prof non dispiace vero? Fate pure ».
La coppia di zombie si mise al centro del palco e, in piena luce, entrambi si piegarono mostrando il posteriore.
Entrambi avevano un sedere tondo e piccolo, che Lady Malena accarezzò con gusto prima di colpire.
CIAFFCIAFF!
Colpì prima l’uno e poi l’altra proprio nel mezzo. Lisa ancheggiò appena in modo sexy, Fernando aprì leggermente le gambe.
CIAFFCIAFF!
Altri due sculaccioni colpirono i due zombie con forza, poi Malena accarezzò le rotondità, infilando maliziosamente le dita tra le gambe dei due.
« Oh, la nostra streghetta è eccitata, credo … » commentò il presentatore, divertito.
« Si, scusate, ma non potevo resistere … questi due birbanti hanno dei sederi davvero gustosi. Prova a toccare » invitò Malena.
Il presentatore fece un fischio, poi si avvicinò, palpò le natiche dei due ragazzi e fece un verso di approvazione.
« Mmh, i miei complimenti! Forse devo appartarmi un attimo » disse, e scherzosamente si toccò le parti basse.
Tutti risero, poi Malena diede due sculaccioni a Fernando e due a Lisa.
CIAFFCIAFF, CIAFFCIAFF!
« Come-mi-diverto-a-sculacciare-questi-due-sederi! »
Tra una parola e l’altra, Malena diede altre sonore sculacciate, poi diede le ultime due contemporaneamente, colpendo i due deretani dall’alto.
« Bene, la situazione si fa molto calda … ora tocca a lei, Prof, e alla sua vittima, Franco ».
Entrambi andarono al centro e quando si misero in posizione la gente rise.
In effetti erano divertenti: lui palestrato e muscoloso in quella posizione ridicola, lei piccola e anziana, la faccia severa e la mano sollevata.
« Quando volete! » fece il presentatore, facendo cenno al pubblico di fare silenzio.
La Prof diede due leggeri buffetti alle tornite natiche del ragazzo, poi sollevò la mano e gli mollò quattro sculaccioni di fila, CIAFFCIAFFCIAFFCIAFF!
« Ahi, ahii, ahii, aaaaaahioo! » strillò lui contorcendosi.
Spazientita, la Prof lo prese per la parte dietro dei pantaloni, facendoli aderire alle chiappe, e lo sculacciò con più forza ma più lentamente.
CIAFF! « Ohi! », CIAFF! « Oohi! », CIAFFCIAFF!, « Aaahaahi! », CIAFF, « Aahii! », CIAFF, « Aaah! ».
Il pubblico fece un applauso, mentre il povero Franco afferrava il suo sedere e provava a lenire il dolore massaggiando.
« Temo che dovrò abbandonarvi qui! Mi fa troppo male » disse con voce rotta, il sedere che sembrava pulsare sotto i pantaloni aderenti.
« Va bene, quando è troppo è troppo. Dovrai fare il giro della penitenza, però » disse Fabio e gli mostrò la strada per unirsi al pubblico, lungo la quale si erano posizionate le streghe.
Presagendo quello che sarebbe successo, Franco si avviò a testa bassa, le mani lungo la vita; una alla volta, le quattro streghe gli diedero una pacca sul sedere, in ordine di forza.
Prima quella di Massimo, CIAFF, poi quella di Malena, CIAFF, poi quella della Prof, CIAFF,  e infine quella di Stefano, CIAFF!
Lo sculaccione dell’omone lo costrinse a fare un salto per non cadere dalle scale.
« Bene, siamo a nove vittime e quattro streghe! Si parte col terzo giro, viaa! ».
A quel nuovo turno, Massimo e Malena selezionarono due donne, una Elena e l’altra Francesca.
La prima si era tinta di biondo i capelli ed era travestita da infermiera, con una grossa siringa tra le mani. Era molto formosa.
« Bene Elena, benvenuta! Devo dire, scusami, che sei veramente uno schianto! » commentò il presentatore, facendole fare un giro su se stessa.
« Grazie, ma non è tutto merito mio! Mi sono rifatta il seno e le natiche l’anno scorso, per il mio compleanno » cinguettò lei arrossendo.
« Complimenti, ma anche la nostra Francesca non è da meno! » disse il presentatore indicando la seconda vittima.
Francesca era una ragazza cicciotta e castana di capelli, vestita da scolaretta. Il suo sederone usciva di tre quarti da sotto la gonnellina scozzese.
« Si, sono centodieci chili di culone! » rispose lei agitando le natiche.
« Attenta, le parolacce costano due sculaccioni in più! E a questo giro si tira anche il dado! ».
Il presentatore sparì un secondo dietro le quinte per poi tornare con un grosso dado con delle strane immagini sulle sei facce.
« Dunque, su questo dado sono presenti delle piccole modifiche alle regole, che renderanno più stuzzicante il gioco, e dimenticavo che ora tutte le vittime dovranno stare in biancheria intima! ».
Quando tutte le vittime si furono tolte i vestiti, Massimo prese il dado e lo lanciò.
La faccia che uscì era divisa in due, in una metà c’era ½, dall’altra un + rosso.
« Ah, Elena, ho due notizie, una buona e l’altra cattiva, quale vuoi sentire? ».
« Prima la buona ».
« La buona notizia è che riceverai solo cinque sculacciate invece di dieci ».
Il pubblico applaudì, la ragazza fece un cenno di sollievo.
« La cattiva è che saranno date con più forza. Quindi non so se ti è andata bene … Massimo, fa pure ».
L’omone prese una sedia da dietro le quinte, si sedette e fece accomodare la ragazza sulle sue ginocchia.
Il suo sedere era alto e pronunciato, e al tocco era molto sodo, incorniciato da un sottilissimo tanga.
Massimo si gustò i due globi con profonde palpate, poi sollevò la mano e le diede uno sculaccione fortissimo, che fece ballonzolare quel sedere in modo sexy.
« Uno! » fece lei agitando le rotondità.
CIAFF!
Il secondo sculaccione arrivò quasi subito, riverberando in tutto il locale.
« Ahi, due! » cinguettò lei, facendo una smorfia di dolore malgrado il sorriso.
CIAFF!
La mano di Massimo la colpì proprio sulla fessura verticale, le punte delle dita arrivarono vicino al suo sesso, e lei trasalì eccitata e dolorante.
CIAFF!
Un altro sculaccione la colpì a destra, colorando la chiappa di rosso.
CIAFF!
L’ultimo colpo arrivò a sinistra, facendo ballonzolare il sedere come un budino.
« Bene, muovete letteralmente il sedere e fate posto a Malena e alla nuova arrivata, Francesca ».
Le due si misero al centro, poi Malena prese il dado e lo lanciò. Venne fuori una faccia con un paddle disegnato sopra.
« Beh, direi che non ci sono spiegazioni da fare. Ricorda, Malena, che la ragazza ha detto una parolaccia prima, quindi sarà sculacciata dodici volte. Prego ».
Francesca si abbassò la gonna e si tolse la camicetta, rimanendo in biancheria intima, poi poggiò le mani sulla sedia rimasta al centro ed espose le sue grasse forme.
Malena prese il grande paddle che Fabio le aveva intanto passato, poi si avvicinò a Francesca e le passò una mano sulle rotondità.
Il sedere era sconfinato e così esposto era anche liscio e sodo.
Iniziò ad “accarezzarla” con il paddle, che era morbido e di cuoio marrone scuro, abbastanza ampio quanto il fondoschiena di Francesca; Malena lo sollevò diede uno scudiscio improvviso che la fece strillare la ragazza
SCIACC! « Ahii! Cazzo … » mormorò, ma se ne pentì subito.
SCIACCSCIACC! « Ahiiiii! ».
« Queste due sono per questa parolaccia! Queste, invece … » SCIACCSCIACC, « Sono per la brutta parola con cui hai chiamato il tuo bel sederone ». Francesca agitò le rotondità come per scacciare una mosca, chiappe e guance ugualmente rosse.
« Ripeti con me: se-de-ro-ne » la intimò Malena, poi sollevò il paddle e la abbatté sul sedere ad ogni sillaba. SCIACCSCIACCSCIACCSCIACC
« Se … ahiii! » SCIACC, « ..de … ahiii » SCIACC, « … ro … Ahiiiii!! » SCIACC, « … ne … ahiiiahii! » SCIACC!
Malena fece una pausa e massaggiò le povere natiche con una grazia e una dolcezza che non sembrava appartenerle.
« Esatto. E’ proprio un bel sederone ». SCIACC!
L’ultimo sculaccione fece perdere l’equilibrio alla ragazza e fu afferrata da Malena, che intanto le accarezzava il grosso fondoschiena.
« Bene, bellissima sculacciata! E spero che tu, Francesca, da oggi in poi utilizzerai un linguaggio più consono, ci siamo capiti? » fece Fabio, poi diede il via per il quarto giro.
Questa volta furono presi Simone, un uomo di quarant’anni grasso e glabro, e di nuovo Giovanna, la signora rossa di capelli.
« Beh, Giovanna, non ho dubbi che tu ti sia fatta prendere di proposito, ma chi è stato ad acchiapparti? ».
Massimo alzò la mano, l’altra diede una pacca sul sedere della donna, che rise eccitata.
« Lei, invece, chi è, cosa fa qui? » chiese al signore grasso.
Quello rispose con una vocina bassa e intimidita.
« Sono Simone, una settimana fa ho scoperto che mi piace essere sculacciato ».
Tutti risero, Stefano, che lo aveva colpito, fece sì con la testa.
« Bene, sei nel posto giusto, allora. Massimo, tira il dado per primo ».
Massimo tirò e ne uscì fuori una testa con la scritta “AUTO”.
« Ahi, Massimo, devo darti una brutta notizia. Giovanna si sculaccerà da sola, mi dispiace, forse sarai più fortunato dopo » fece Fabio, poi condusse Giovanna al centro del palco, in piena luce.
« Bene, Giovanna, mettiti a novanta e datti dieci sculacciate, senza costume, mi raccomando ».
Giovanna, che era travestita da zucca, si calò i pantaloncini arancioni e si tolse la parte sopra del costume, rivelando un corpo invidiabile in biancheria nera di pizzo.
Sensualmente, si piegò, il sedere esposto verso il pubblico, e si diede la prima sculacciata, CIAFF, al centro delle natiche, poi un’altra sulla chiappa destra, CIAFF,  e una a sinistra, CIAFF, poi con entrambe le mani CIAFFCIAFF!
« Ah, che furbacchiona, quelle valevano come due! » commentò il presentatore, che dal gonfiore nella zona genitale era parecchio eccitato.
CIAFFCIAFFCIAFF!
Giovanna si sculacciò ancora, sempre più forte, alternando le due natiche, e il suo sedere divenne rosso come un pomodoro.
« Dai, vogliamo dare a Massimo la soddisfazione degli ultimi due? » chiese Fabio, che stava vicino a Massimo, anche lui eccitatissimo.
Giovanna fece sì con la testa, guardò l’uomo con sguardo sbarazzino e ancheggiò nella sua direzione.
Lui le si avvicinò, il pene rigonfio nei pantaloni le toccò il fianco, accarezzò le rotondità scarlatte passando il dito sulla sua fica, che era umida; poi sollevò la mano e CIAFFCIAFF!
La donna fece un gemito e venne d’improvviso, mentre il pubblico applaudì.
« Era proprio eccitata, la nostra sporcacciona! Quasi quasi avrei bisogno di un attimo anche io … ma non perdiamo tempo! Stefano, tira pure il dado ».
Stefano lanciò e uscirono tre sagome con la mano alzata.
« Ah, il pubblico può essere felice! Stefano, tu sculaccerai Simone una volta, poi lui dovrà fare il giro del pubblico e beccarsi quello che arriverà ».
Il pubblico applaudì mentre Simone si svestiva rimanendo in slip.
Stefano si avvicinò e gli diede uno sculaccione potentissimo che fece vibrare il sederone dell’uomo, poi Simone si avviò in mezzo alla folla.
CIAFF, CIAFF, CIAFFCIAFF, CIAFF, CIAFFCIAFFCIAFF, SCIACC, PAFFPAFF. SCIACC, CIAFF, CIAFF CIAFF, CIAFF!
Quasi tutti diedero una sculacciata a Simone, addirittura uno gli abbassò le mutande, rivelando il suo pisello dritto e le chiappone arrossate, e quando l’uomo tornò sul palco si stava massaggiando forsennatamente le rotondità, come se scottassero.
« Bene, io direi di partire col quinto giro, viaa! ».
Furono di nuovo presi Alessia, la piccoletta amica di Giovanna, e Fernando, entrambi da Malena, che li sculacciò entrambi cinque volte ma al doppio della forza.
Dopo le sculacciate, i due sederi erano rossi come braci, e Alessia si ritirò, dovendo fare il cammino della penitenza.
Al sesto giro fu presa di nuovo Francesca da Massimo.
« Ah, Francesca, sei di nuovo qui. E dove ti ha beccato il nostro Massimo? » chiese Fabio.
« Sul sederone! » rispose lei arrossendo e agitando le natiche con foga.
« Brava! Bene, Massimo, puoi tirare! ».
Lui tirò e uscì una faccia con disegnata una mano che indicava a destra.
« Oh, bene, la persona alla destra di Francesca sarà sculacciata al suo posto! Sei contenta? » chiese il presentatore; Francesca non rispose, si limitò a sorridere e a mostrare le chiappe, ancora rosse per le scudisciate di prima.
La ragazza alla sua destra era piccola e minuta, con capelli rossi legati in due trecce e la pelle bianchissima.
« Ciao, come ti chiami? ».
« Sono Linda, piacere ».
« Bene, Massimo, sculaccia pure la nostra Linda, e Francesca, ringrazia il tuo sederone fortunato ».
Massimo e Linda si misero al centro, lui eccitatissimo, lei in bikini e senza reggiseno. i suoi capezzoli erano dritti, rosei e invitanti.
Lui se la avvicinò e le diede due sculacciate, che le arrossarono subito il didietro.
CIAFFCIAFF!
Poi altre tre sulla natica destra, CIAFFCIAFFCIAFF,  e altrettante a sinistra, CIAFFCIAFFCIAFF!
E infine le ultime due nella parte bassa, che ballonzolò malgrado fosse magra.
CIAFFCIAFF!
« Bene, muovete i sederi e via con la musica » esclamò il presentatore dando una pacca sul sedere a tutti e due.
Il settimo giro pretendeva che le vittime rimanessero nude, e ad essere pescati furono Elena, la ragazza rifatta presa da Malena, che si prese cinque minuti per fare il suo spogliarello e fece girare la testa a tutti, e un nuovo concorrente, colpito dalla Prof, che era mascherato da fantasma e preferiva non parlare.
Per riservare la sorpresa per ultima, Malena dovette tirare per prima e uscì la sculacciata del pubblico.
« Bene, immagino che al nostro pubblico di sporcaccioni farà piacere toccare un bel sedere come il tuo, per di più nudo! Come sempre prima Lady Malena, poi gli altri, via! ».
Il sedere nudo e rifatto fu colpito tantissime volte e quando tornò al centro del palco era bello rosso. Malena, delusa del fatto di non essere la sola a sculacciare Elena, la accompagnò, dopo un paio di sculaccioni ben assestati, in mezzo alla folla e aiutò gli spettatori a colpirla in modo efficace, suscitando l’ilarità e il godimento generale.
« Bene, anche se non ci siamo proprio attenuti alle regole, l’importante è sculacciare! Passiamo alla nostra Prof, che si appresta a dare una ripassata a questo fantasma birbante. Come mai lo ha colpito, se posso chiedere? ».
La Prof fece passare uno sguardo severo su tutti, soprattutto sul fantasma, prima di rispondere.
« Mi ha incuriosito, con quel suo telo addosso, e devo dire che al tatto ha un bel … insomma, un bel … ha capito, no? ».
« Ah, Prof, non si preoccupi, siamo tutti qui perché ci piacciono i sederi, non si deve vergognare! Ora, signor fantasma, si levi il telo di dosso e si metta in posizione! ».
Il fantasma ubbidì e rivelò di essere un signore alto e ancora vigoroso, la testa canuta, un accenno di barba e due bei baffoni; alla sua vista la Prof trasalì e rimase impietrita.
« Ciao Anna, contenta di vedermi? » chiese l’uomo sorridendo, anche se nei suoi occhi c’era la malizia.
« Scusate, ma lei Prof conosce quest’uomo? » chiese Fabio curioso, seguito dal mormorio del pubblico.
La Prof deglutì senza spostare lo sguardo dall’uomo, la faccia colpevole rossa come un peperone.
« Si … è mio marito Antonio » rivelò dopo qualche secondo.
Senza dire altro, prese il dado e lo lanciò mordendosi le labbra, sperando di poter fare cambio con un’altra vittima oppure di consegnare la patata bollente al pubblico.
Ma purtroppo uscì la faccia che nessuno aveva ancora beccato: quella dello switch.
« Ahia, Prof, purtroppo lo switch parla chiaro! La vittima diventa strega e la strega diventa vittima. Quando vuole lei, Antonio, può dare dieci sculaccioni a sua moglie ».
I due si misero al centro del palco, sei sempre più rossa e vergognosa, lui un po’ divertito un po’ serio, e assunsero la posizione.
La Prof, che ora era solo Anna, indossava una gonna aderente a vita alta di colore beige, e mostrò un didietro ancora alto e rotondo, nonostante l’età.
« Posso denudarla mentre la sculaccio, signor presentatore? » chiese Antonio; Fabio annuì, scambiando un’occhiata complice col pubblico.
Il marito saggiò la consistenza di quella natiche colpevoli, poi diede la prima sculacciata, abbastanza lieve.
PAFF.
« E così adesso vai in giro per le discoteche di notte, vero? »
« Antonio, ti prego, io … ahii! » PAFF! Uno sculaccione zittì la donna, che gemette e abbassò il capo.
« Zitta, te lo dico io quando puoi parlare. Sapete, signore e signori, che mia moglie era davvero una professoressa fino a qualche tempo fa? » disse rivolto al pubblico.
« Insegnava in un istituto privato e spesso si trovava … » CIAFF!, « a somministrare sculacciate ai suoi studenti » CIAFF!
I due sculaccioni colpirono la natica destra e la natica sinistra con uno schiocco fortissimo. Per quanto eccitante, nessuno avrebbe voluto essere la Prof in quel momento!
« Ricordo che ogni tanto tornava a casa, mi raccontava delle insubordinazioni dei ragazzi e di come i loro posteriori … anzi, a lei piaceva la parola “sederi” … » CIAFFCIAFF!
Altri due sculaccioni la colpirono in mezzo alle natiche, facendola sobbalzare.
« Si, nella nostra intimità mi pregava di dire “sedere” perché la eccitava molto » continuò Antonio, stringendo il sedere della moglie tra le mani prima di darle un altro sculaccione sonoro.
CIAFF!
La accarezzò con la dolcezza che si riserva alla persona amata, poi cominciò a sollevare la gonna.
« No, ti prego, Antonio, a sedere nudo no … » supplicò lei, ricevendo quattro sculaccioni fortissimi, alternati a destra e a sinistra.
CIAFFCIAFFCIAFFCIAFF!
« Che ti avevo detto? » chiese minaccioso lui mentre continuava sollevare la gonna; il sedere, già un po’ arrossato, era incorniciato da delle mutandine di pizzo bianche, retrò ma molto sensuali.
« Te le ho regalate io queste, vero? » chiese Antonio contemplandole prima di darle altri due sculaccioni.
CIAFFCIAFF.
La moglie annuì e lui sorrise soddisfatto.
« Ti fanno proprio un bel sedere! » CIAFF!
Anna guaì e cercò con lo sguardo Fabio, come per chiedere aiuto.
« In effetti, signori, voi avreste superato le sculacciate previste … ma credo di essere d’accordo col pubblico dicendo che questa sculacciata ci piace molto! ».
Tutti applaudirono e la Prof si mise a piangere.
« Cosa sono queste lacrime di coccodrillo? » fece il marito sculacciando senza pietà la moglie al centro delle natiche.
CIAFFCIAFF!
« Dovevi pensarci prima! » CIAFFCIAFF!
« Sporcacciona! » CIAFFCIAFF!
Le sculacciate erano fortissime e il povero sedere di Anna si agitava inutilmente cercando di non farsi colpire.
Poi il marito decise che era il momento di denudarlo completamente, nonostante le suppliche della moglie, e quindi mostrò a tutti due belle chiappe ancora sode e rosse come mele mature.
« Ora conta » ordinò lui.
CIAFF! « Uno », CIAFF! « Due », CIAFF! « Tre », CIAFF! « Ahi, quattro », CIAFF! « Ahi, cinque! »,CIAFF! « Ohii, sei! », CIAFF!  « Ohii, sette », CIAFF! « Aargh, otto! », CIAFF! « Ahiia,nove! », CIAFF! «Aahioooo, dieci! ».
Il sedere della signora Anna era quasi viola e il marito la accompagnò amorevole fuori dal locale, tenendole una mano sopra alle natiche per massaggiarle.
La serata andò avanti ancora due ore, e alla fine fu premiata Francesca per il sederone più rosso, e Stefano per le sculacciate più forti.
Le streghe accettarono di essere sculacciate tutte, con grande soddisfazione delle vittime e del pubblico, e anche Fabio accettò di farsi dare qualche sculaccione dal pubblico, e quando il gioco fu finito tutti tornarono a casa col sedere rosso.