Ragazzo Recidivo

(di Signor Sculaccioni)

Anita si era sposata da un anno ormai, e quella era una delle poche volte che riusciva a vedere sua madre Debora.
Prima del matrimonio, le due erano inseparabili, anche perché Debora aveva avuto la figlia a vent’anni, e quindi aveva quasi un rapporto di amicizia, più che materno.
La lontananza dopo il matrimonio era dovuta al fatto che la nuova casa di Anita era un po’ lontana da quella dei genitori, lei non aveva la macchina e suo marito Mirko aveva ben poche occasioni per poterla portare.
Quella volta era riuscito a incastrare il passaggio alla moglie con una riunione molto importante di lavoro, e con la successiva ora e mezza di palestra.
Appena vide la madre, Anita le saltò al collo con un abbraccio, e lo stesso fece col padre, Giorgio.
<< Amore, tornerò a casa verso le dieci questa sera. Tanto riesce a portarla lei indietro, giusto? >> chiese Mirko rivolto al padre della moglie.
Giorgio fece si con la testa e tornò borbottando in salotto, sul tavolo, a leggere il giornale. Mirko annuì soddisfatto, soffiò un bacio ad Anita e uscì di casa in tutta fretta.
<< Sempre di corsa il tuo uomo, vero? >> fece la madre, appena la porta si fu chiusa dietro di lui.
<< Si mamma, non riesco mai a vederlo durante la giornata >> rispose Anita un po’ sconsolata.
<< Perché, che fa tutto il giorno? >> chiese la madre, apprensiva.
<< Solite cose, va dal lavoro alla palestra, continuamente. Riesco solo a stare per più di mezz’ora con lui solo nel weekend >> .
<< Allora immagino che quei momenti saranno importanti per voi. E poi la notte dormite insieme, no? >> fece la madre, un sorriso e una luce negli occhi difficili da interpretare.
<< Beh, certo. Che vuoi dire, mamma? >> fece Anita.
Debora alzò gli occhi al cielo e si avvicinò un po’ più alla figlia, come per sussurrarle un segreto.
<< Dai, tesoro, hai capito, no? Come va con … beh, col sesso? >> chiese più chiaramente.
Anita arrossì violentemente.
<< Mamma, ma cosa dici?! >> fece scandalizzata dandole un colpetto sulla coscia.
<< Debbi, non la tartassare con le tue domande >> commentò di spalle Giorgio, la voce un po’ stanca un po’ divertita.
<< Giorgio, mi sto preoccupando della vita sessuale di nostra figlia, mi sembra normale! >> lo rimbeccò la moglie, con un’occhiataccia, per poi tornare su Anita.
<< Allora? Lo fate o no? >> chiese di nuovo, dopo un momento di imbarazzante silenzio.
<< Ma si, certo … ogni tanto lo facciamo … nel weekend >> rispose la ragazza, evasiva.
<< Cosa vuol dire “ogni tanto nel weekend”? Ma scherzi? Noi lo facevamo più volte al giorno, alla vostra età. No, Giorgio? >> fece Debora stupita.
<< A dire la verità, lo facciamo ancora >> ribatté Giorgio ridacchiando.
<< Papà, ti ci metti pure tu adesso!? >> disse Anita scandalizzata.
I due genitori risero, seguiti qualche attimo dopo dalla figlia, rossa in viso.
<< Comunque, lo facciamo poco. Si, nei weekend, ma durante la settimana no. Eppure prima del matrimonio lo facevamo più spesso >> disse poi amareggiata.
Ricordava che prima lo facevano quasi tutti i giorni.
<< E adesso cosa è cambiato? >> chiese la madre.
<< Non so, sarà perché non abbiamo molto tempo >> provò a dire lei, anche se sapeva che non era vero. Lei di tempo ne aveva molto, lavorando solo di mattina in ufficio. Lui invece tornava sempre a casa tardi.
<< Ma lui ti ama ancora? >> chiese ancora Debora, avvicinandosi
<< Si, credo di si >> rispose lei imbarazzata.
<< E tu ami lui? >> chiese la madre, incalzandola.
<< Si, certo >> rispose ancora Anita arrossendo.
<< E allora fallo venire da te! >> disse allora Debora di botto.
Anita la guardò senza capire.
<< Devi stuzzicarlo, fargli capire se ne vuoi da lui … tu ne vuoi, giusto? >>.
La ragazza fece un si impercettibile. Aveva tantissima voglia e doveva quasi sempre soddisfarsi da sola.
<< Quindi devi farglielo capire in qualche modo … che so … lascia disordine in casa? >> chiese la madre infervorata.
<< Ogni tanto >> rispose Anita. Alle volte, quando tornava, lasciava il tavolo del salotto pieno delle sue carte e i vestiti sulle sedie.
<< E quando succede, tu dagli quattro sculaccioni! >> fece allora Debora, rafforzando la cosa con una pacca data all’aria.
Anita arrossì.
<< Come “quattro sculaccioni”? Cioè, dovrei sculacciarlo? Sul sedere? >> chiese imbarazzata. Non ci aveva mai pensato, eppure una piccola parte di lei lo trovò intrigante.
<< Ma certo, e dove sennò? Ogni tanto serve un richiamino per questi uomini >> fece Debora guardando con la coda dell’occhio il marito, poi si avvicinò alla figlia e parlò a bassa voce. << Sai, ogni tanto qualche sculaccione lo devo dare anche a tuo padre >>.
<< E anche io a tua madre, sta sicura! >> disse Giorgio alzandosi e raggiungendo le due donne. << A volte lascia un tale caos nel bagno, con quei trucchi e quelle spazzole >>.
Debora si voltò verso il marito e gli diede un’affettuosa pacca sul sedere.
<< Oddio, smettetela, vi prego! >> strillò Anita, ormai rossa come un peperone.
<< Ah, va bene. Ma adesso ascoltami, non è normale che non facciate sesso >> fece la madre, improvvisamente seria.
Si alzò in piedi e portò la figlia a fare lo stesso.
<< Insomma, sei una bella ragazza. Il davanzale l’hai preso da me >> disse tirando le pieghe della maglia per evidenziare il seno di Anita. La ragazza infatti portava una terza abbondante, e a Mirko piaceva molto toccarle le tette.
<< Anche il tuo sedere è ben messo. Certo, è un po’ grosso, ma ad alcuni maschi piace >> disse ancora Debora, facendola voltare e passandole le mani sui fianchi per far aderire la gonna al fondoschiena.
<< Ha parlato il grissino, vero? >> fece Giorgio alle loro spalle, osservando il didietro della moglie, ben evidenziato dai pantaloni di tuta.
<< Vorresti darmi della cicciona? >> fece offesa Debora voltandosi verso di lui.
Il marito fece di no con la testa, ridacchiando, poi le andò incontro e la baciò sulle labbra.
<< Ci sono anche io qui, eh! >> fece Anita imbarazzata.
I due si separarono subito.
Per il resto del pomeriggio parlarono d’altro, e Anita si rilassò, non dovendo più immaginarsi i suoi genitori a fare sesso, poi arrivò l’ora di tornare a casa.
<< Allora ti accompagno io? >>  chiese Giorgio.
<< No papà, grazie. Tanto c’è un autobus qui vicino che mi porta vicinissima, e poi voglio passare in centro >> rispose lei, per poi baciarlo sulle guance.
<< Ciao tesoro. Stai attenta, e mi raccomando >> fece la madre baciandola e mimando uno sculaccione all’aria.
<< D’accordo, ciao >> disse Anita, di nuovo rossa in faccia.
Appena fu uscita, Giorgio si avvicinò alla moglie di spalle, le diede una leggera pacca sul sedere e la pese per i fianchi ondeggiando.
<< Hai sempre una gran bel sedere >> le sussurrò all’orecchio, poggiando il pene duro, che usciva dai pantaloni, sul didietro di Debora.
<< Ma smettila, sporcaccione! È così grosso >> fece lei, divertita.
<< E’ per questo che è bello >> ribatté il marito, sculacciandola ancora.

Anita tornò a casa verso le 22.30 stravolta.
Arrivare in centro quel pomeriggio era stato un incubo, col traffico e gli autobus pieni; i negozi erano stati presi d’assalto e anche fare shopping era stata un’impresa.
Sperava di potersi riprendere con una cena in compagnia delle amiche, ma il ristorante che avevano scelto lasciava molto poco a desiderare, così era tornata a casa tardi e non riposata come sperava.
Mirko la stava aspettando sul divano.
<< Ciao amore! Alla fine quell’impegno di oggi pomeriggio è saltato, quindi sono tornato a casa prima >> disse lui andando a baciarla.
<< Come mai non me l’hai detto? Potevi raggiungermi >> fece lei risentita.
<< Credevo volessi passare un po’ di tempo coi tuoi, così ti ho lasciata stare. Com’è andata? >> chiese allora.
<< Bene, ma poi ho fatto un giro in centro ed’è stato terribile. Mai vista tanta gente, sono distrutta >>.
<< Oh, mi dispiace >> fece lui alzando il volume della tivù, che era già accesa.
Anita andò in cucina e trovò tutti i piatti sporchi nel lavello e la tavola ancora da sparecchiare.
<< Che hai mangiato? >> chiese cercando di nascondere la rabbia.
<< Niente di che, un piatto di pasta e delle verdure >> rispose lui, per poi alzare il volume della televisione.
Sospirando, Anita si diresse in bagno e vide che Mirko aveva lasciato i panni sporchi per terra e non aveva tirato lo sciacquone.
<< Amore, che hai combinato!? >> gridò lei ad’alta voce.
<< Cosa? >> chiese lui dall’altra parte, noncurante.
<< Vieni in bagno e ti faccio vedere >> disse Anita esasperata.
Era come sgridare un bambino.
Mirko arrivò e arrossì nel vedere lo stato del bagno.
<< Beh, lo sai che sono stanco in questo periodo … >> provò a giustificarsi lui.
Anita alzò gli occhi al cielo e sorrise condiscendente.
<< Hai ragione, amore. Solo che ora sono molto stanca anche io, e non è bello tornare a casa e trovare questo macello >> fece lei guardandosi intorno.
<< Va bene, scusa. Adesso faccio tutto, tu stenditi >> disse lui premuroso, baciandola sulla fronte.
Lei sorrise e uscì dal bagno, ma prima gli diede una pacca sul didietro.
<< Mi raccomando, sennò te le do >> gli sussurrò sensuale.
Lui la seguì con lo sguardo, sorpreso, poi si mise a mettere in ordine.
Anita si mise il pigiama, si stese sul letto e si addormentò praticamente subito, e il giorno dopo si svegliò ben riposata.
Mirko non era nel letto, ma si sentivano dei rumori dalla cucina, per cui non era ancora andato a lavoro.
Anita si alzò sbadigliando e il marito la salutò dall’altra stanza.
<< Buon giorno, amore! >>.
<< ‘Giorno … hai messo in ordine? >> chiese lei stropicciandosi gli occhi.
Mirko ci mise qualche secondo a rispondere, così Anita si diresse veloce in cucina, e lo trovò a lavare i piatti della sera prima, che stavano a fatica nel lavandino.
<< Beh, sono ancora lì? >> fece lei indispettita e completamente sveglia.
Mirko arrossì e tornò a strofinare una padella particolarmente incrostata.
La moglie sbuffò.
<< Controlliamo il bagno, allora. Spero che almeno quello tu lo abbia fatto, sennò … >> fece dirigendosi nel luogo incriminato.
Mirko non fece in tempo a bloccarla, anche se lei immaginava già cosa avrebbe trovato.
<< Amore, ero stanchissimo ieri, non ti arrabbiare >> si scusò Mirko impacciato.
Anita non disse niente e andò diretta in salotto e si sedette sul divano.
Quando Mirko la raggiunse, lei si batté le mani sulle cosce, guardandolo ferma.
<< Che vuol dire? >> chiese lui senza capire.
<< Stenditi qui, a pancia sotto >> ordinò lei.
<< Ma che dici? >> fece lui con un mezzo sorriso; si avvicinò di un passo, allora lei lo prese per il polso e lo portò a sé.
<< Avanti, sbrigati! >> ordinò ancora, la voce più alta.
<< Anita, devo uscire, non ho tempo per i giochi! >> provò a dire il marito con voce autoritaria, ma lo sguardo ferreo della moglie gli fece abbassare la cresta.
<< Forse dovevi pensarci ieri sera, no? Su, stenditi >>.
<< Va bene, va bene >> disse lui ubbidendo.
Mirko era vestito con un completo elegante grigio, e una camicia bianca.
Era molto sexy trovarselo vestito come un uomo d’affari ma in quella posizione vergognosa.
Anita tirò su la camicia e la giacca mostrando il posteriore del marito, stretto in quei pantaloni, e lo accarezzò.
Quando Anita si trovò col suo sedere così vicino, si rese conto che non lo aveva mai visto davvero.
Era piccolo e rotondo, le chiappe erano asciutte ma tornite, e sembravano premere contro pantaloni per uscire.
<< Tua mamma non ti ha mai sculacciato, amore? >> chiese lei tenendo lo sguardo sui due globi del marito.
<< Si, qualche volta … quando le disubbidivo, ma …. Che vuoi fare, sculacciarmi? >> chiese Mirko sorridendo, come a sperare che la moglie stesse scherzando.
<< Beh, ti ho detto tante volte che devi lavare i piatti quando mangi da solo, per non dire di quante volte ti ho ripetuto di lasciare il bagno in ordine. Ma tu sei un ragazzo recidivo, per cui dovrò usare un metodo più severo >> rispose lei, poi alzò la mano e colpì il sedere del marito nel mezzo.
<< Ahii, ma sei matta! >> fece lui divincolandosi, ma lei era ferma nella sua posizione.
Gli mollò altri due sculacciate, una per chiappa, poi le massaggiò con carezze circolari.
Il sedere di Mirko era così eccitante che Anita si sentì bagnata. Non credeva che avrebbe trovato una cosa del genere così piacevole.
Fece partire un altro sculaccione, poi un altro, poi un altro ancora.
CIAFFCIAFFCIAFF!
<< Basta, ahii! Amore, ti prego … Ahii, ho capito! Ahii, che male … >> mugolava lui. Sembrava veramente tornato un bambino piccolo, sull’orlo delle lacrime.
Anita tornò ad accarezzarli le natiche doloranti, e pian piano lui si rilassò.
<< Scusami per i piatti e il bagno, giuro che li pulirò appena tornato a casa, ma ora sono in ritardo, quindi …ahii!! >>.
CIAFFCIAFFCIAFF!!
Il sedere di Mirko ballonzolò per i colpi sonoramente, mentre la moglie si sentì bagnata.
<< Non sei nella condizione di contrattare. Ieri sera ti avevo raccomandato di fare tutto, altrimenti te le avrei date, no? >>.
Anita gli diede altre due leggere pacche, poi abbassò i pantaloni, mostrando dei boxer aderenti e neri, che fasciavano il bel sedere di Mirko rendendolo irresistibile.
<< Hai proprio un bel sedere, maritino, peccato che tu sia così disubbidiente! >>.
CIAFFCIAFFCIAFFCIAFF!!
Mirko provò a divincolarsi, ma non riuscì a fare niente, e si beccò tutte le sculacciate, due a destra e due a sinistra.
<< Credo sia arrivato il momento di controllare come sta il sedere, che dici? Dovrebbe essere rosso, a questo punto >> propose lei abbassando le mutandine, rivelando due chiappe perfettamente rotonde e di un bel rosso vivo.
Erano talmente eccitanti che Anita non si trattenne e diede qualche pacca leggera.
<< No, no, a culo nudo no! Ahii! >>.
CIAFF! Un altro sculaccione lo colpì nella parte bassa delle chiappe, che ballonzolarono in modo eccitante.
<< Non usare mai più questi termini! Questo si dice “sedere”, chiaro? >> lo sgridò lei stringendo le due natiche con forza.
<< Ok, ok, “sedere”, va bene. Ma non sul sedere nudo, ti prego, è troppo >> fece lui scuotendo la testa, le guance rosse.
Anita soppesò la richiesta, poi gli diede una sonora sculacciata.
Il suono della pacca data sulla pelle nuda la fece bagnare ancora di più.
<< Ahii, no, ti prego! >> strillò lui, dimenandosi e iniziando a piangere.
Lei annuì soddisfatta e passò una mano sulle povere chiappe; erano calde e un po’ arrossate.
<< Va bene, maritino. Ma-non-azzardarti-più-a-mentire-chiaro? >> disse lei alternando ogni parola ad uno sculaccione ben assestato.
CIAFFCIAFFCIAFFCIAFFCIAFFCIAFFCIAFF!!!
Mirko strillò come una femminuccia mentre il suo povero sedere veniva colpito.
<< Ahii, ahii … va bene … ahii, basta … ti prego, ahii, AHII!! >>
L’ultimo sculaccione fu più forte degli altri e quando Anita lo fece rialzare, Mirko si strinse il sedere coi palmi, sperando che il fresco delle mani potesse alleviare il dolore.
<< Allora, da oggi si cambia musica. Ogni volta che lascerai la casa in disordine ti punirò in questo modo, ovunque noi siamo, chiaro? >> disse perentoria Anita, mentre Mirko, che era rosso tanto sul sedere quanto sulle guance, annuiva e si rivestiva.
Anita lo guardò un attimo, poi si avvicinò a lui e lo abbracciò.
<< Capisci perché l’ho fatto, vero? L’ho fatto perché ti amo e voglio che ti comporti bene, ok? >> fece intenerita.
Mirko annuì in lacrime, e la strinse forte.
<< Mi dispiace >> piagnucolò.
<< Lo so >> fece lei, accarezzandogli il sedere bollente.
<< Ti amo >> disse lui, muovendo il didietro cosicché lei lo accarezzasse dove faceva più male.
<< Anche io >> affermò lei schioccandogli un bacio sulle labbra; poi gli diede una leggera pacca sul sedere.
<< dai, sbrigati che fai tardi >>.
Lui annuì e corse via, massaggiandosi il fondoschiena.
Anita, eccitatissima, si stese sul divano e si masturbò, eccitatissima.
Quando ebbe finito, si affrettò a chiamare la madre.
<< Mamma, l’ho fatto! >> disse appena sentito il “pronto” dall’altra parte.
<< Cosa hai fatto, cara? >> chiese la madre confusa.
<< Ho sculacciato Mirko! Come avevi detto tu >> rispose lei.
<< Davvero?! E come è stato? >> chiese la madre, divertita e eccitata.
<< Bellissimo! Ha davvero un bel sedere, sai? >>.
<< Ah, io l’ho sempre detto >> disse la madre con naturalezza.
<< Che cosa? >> chiese la voce del padre di Anita in sottofondo.
<< Che Mirko ha un bel sedere >> rispose Debora.
Anita, rossa in faccia, sentì uno schiocco nella cornetta.
<< Ahii! >> fece Debora.
<< Che succede? >> chiese Anita, divertita.
<< Tuo padre è geloso e mi sculaccia >> rispose la madre, indispettita.
<< Fa bene, così impari a guardare il sedere di mio marito. Dai, adesso vado! Un bacio >>.
<< Ciao tesoro! >> fece sua madre, poi chiuse il telefono.
Anita rimase per un po’ sul divano, rilassata, poi andò a farsi una doccia e uscì.
Da allora, quando Mirko faceva qualcosa di sbagliato, esponeva il sedere ad Anita, che lo sculacciava sempre volentieri.